Kathmandu,Nepal/Italia (2010) – Promosso da Medici per la Pace Onlus in collaborazione con il Consolato Generale Italiano di Calcutta, l’Ufficio minori della Questura di Verona, la Regione Veneto e la Clinica Ginecologica ed Ostetrica dell’Università di Verona

SmitaIl dott. Fabrizio Abrescia, a Kathmandu per seguire il progetto di formazione “A better life through a better job“, venne chiamato d’urgenza per visitare una giovane nepalese che soffriva di dolori insopportabili: fu così che incontrò Smita, una dolcissima ragazza di 16 anni affetta da una grave malformazione congenita per cui aveva subito ben nove interventi chirurgici; immediatamente si è messa in moto la macchina della solidarietà.

La cura – L’impegno congiunto di molti ha consentito di trasportare in Italia la piccola nepalese, ormai in condizioni gravissime, ed organizzarne la permanenza e le cure necessarie. Arrivata in Italia il 23 febbraio 2010, Smita è stata sottoposta ad un primo intervento chirurgico nel marzo 2010 ed ad un secondo, risolutivo, nel giugno 2010. Durante quei mesi Smita ha portato a termine il suo percorso riabilitativo ed ha raggiunto la guarigione. Il dolore è scomparso e, dopo un normale decorso post-operatorio, ha potuto riprendere la quotidianità intraprendendo finalmente una vita normale.

A fine novembre 2010 è tornata in Nepal – In passato i dolori lancinanti le hanno condizionato enormemente la vita, rendendole difficile anche studiare e frequentare la scuola con continuità. L’esperienza della malattia le ha forgiato il carattere e oggi è una ragazza determinata  con le idee molto chiare sul suo futuro. Ha concluso le scuole secondarie e si è iscritta ad una scuola professionale per operatori sanitari. La considera una fase di avvicinamento a quello che è il suo reale desiderio, ovvero di specializzarsi per diventare infermiera. Al termine di questa formazione, vorrebbe continuare gli studi ed intraprendere una specializzazione, magari all’estero. Ovviamente sta pensando all’Italia. Il nostro Paese così come le persone che l’hanno accolta le sono rimaste nel cuore.

-> Leggi l’esperienza con Smita raccontata dalla nostra volontaria Mara cliccando qui!

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